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Le migliori strategie di difesa contro il colpo di fuoco

Si è tenuto lo scorso 3 dicembre il webinar internazionale “Accendiamo strategie per spegnere il colpo di fuoco”, con la partecipazione di oltre un centinaio di utenti dalle zone italiane più a rischio.

Il convegno online si è sviluppato su tre tematiche: conoscere la malattia, con l’intervento di Stefano Kunz di Bio-Ferm; il batterio in Italia, con  testimonianze dei territori: Michaela Erschbamer di Beratungsring per l’Alto-Adige, Matteo Zaffoni per Fondazione Edmund Mach in Trentino, Luca Nari Fondazione Agrion per il Piemonte e Riccardo Bugiani del Servizio Fitosanitario per la Regione Emilia-Romagna; infine i prodotti e le strategie più innovativi per la lotta al colpo di fuoco, con l’intervento dello stesso Kunz, Rolando del Fabbro di Manica e Joan Vila di Manica Cobre.

Colpo di fuoco: sintomi e caratteristiche

Il colpo di fuoco colpisce in particolar modo melo, pero e cotogno, ma in minor parte anche sorbo, biancospino e altre piante ornamentali.

Come ha spiegato lo stesso Kunz :“Questa patologia, particolarmente grave se non trattata in tempo, si manifesta con gocce di essudato batterico sui fiori infettati, che poi diventano neri, e si diffondono nelle nervature delle foglie, portando anche alla morte della pianta.”

I veicoli di trasmissione sono principalmente gli insetti – l’essudato batterico è dolciastro, perciò appetibile – ma anche le gocce d’acqua e le attrezzature utilizzate, se non opportunamente disinfettate.

Il patogeno che provoca il colpo di fuoco è l’Erwinia amylovora, un batterio non visibile ad occhio nudo, ma che produce una melata (bollicine marroni) ben identificabile sulle piante infette”.

Ci sono delle condizioni particolarmente favorevoli allo sviluppo della malattia: fiori aperti, umidità o precipitazioni sopra i 0,25 ml e una temperatura media di 15,6°, prevedibili secondo alcuni modelli, tra i più famosi il Maryblight e il Cougarblight.

Aree di maggiore diffusione del colpo di fuoco

A testimonianza della gravità e della diffusione della patologia, sono intervenuti diversi esponenti delle Regioni in cui il colpo di fuoco è endemico. Solo nel 2020, in Alto Adige sono stati riportati 143 casi, di cui 139 su melo e soprattutto sugli impianti nuovi che in 4 situazioni hanno condotto alla totale estirpazione delle piante. Nello stesso periodo, in Trentino sono stati più di 600 i casi su melo, 6 su pero e 10 su piante spontanee e ornamentali.

Un peggioramento registrato anche in Piemonte, dove nel 2020 si è assistito ad una recrudescenza del colpo di fuoco sui meleti da metà maggio e una ripresa di sintomi anche in autunno. Una testimonianza simile anche in Emilia-Romagna, dove i danni peggiori sono invece avvenuti su pero. Nei casi in cui l’intervento è stato tardivo si è arrivati alla totale sostituzione delle piante.

Colpo di fuoco: come intervenire in caso di infezione in corso

La più comune strategia di difesa dal colpo di fuoco prevede sostanzialmente questi passaggi fondamentali:

  • eliminazione delle fioriture al primo anno e delle seconde fioriture
  • rimondatura di germogli colpiti
  • induttori di resistenza in pre-fioritura
  • impiego di microrganismi in fioritura
  • mantenimento della copertura con prodotti rameici a ridotto dosaggio pre e post fioritura, dopo le rimondature ed episodi di grandine.

Nel momento in cui si manifestano i sintomi, però, l’infezione è già in corso e può essere troppo tardi intervenire per salvare il frutteto. Quali sono, dunque, le soluzioni per prevenire il colpo di fuoco?

Nel 1989, l’Università di Costanza ha isolato due ceppi batterici di Aureobasidium Pullulans, antagonista naturale del patogeno del colpo di fuoco.

L’ A. pullulans è stato utilizzato per la produzione di Blossom Protect New, fungicida e battericida naturale prodotto da Bio-ferm, efficace contro le malattie da frigoconservazione delle pomaceee contro il colpo di fuoco.

Strategie di difesa preventiva contro il colpo di fuoco

L’efficacia di Blossom Protect new contro il colpo di fuoco è aumentata se abbinato a Buffer Protect, un prodotto sviluppato da Bio-ferm, a base di acido citrico. La miscela ottenuta da 1,5 kg di Blossom Protect e 6 kg Buffer Protect è sufficiente a coprire 1 ettaro di frutteto per un massimo di 2 metri di chioma.

Questa miscela, che può essere utilizzata immediatamente, agisce sul PH della pianta creando un ambiente favorevole alla prolificazione di A. pullulans che fungerà da barriera protettiva contro le infiltrazioni di erwinia amylovra.

Il prodotto ottenuto dalla miscela di Blossom Protect e Buffer Protect va applicato su ogni singolo fiore il giorno precedente alle previsioni di infezione – basandosi sui modelli previsionali citati in precedenza – e va ripetuto ogni qualvolta sia prevista un’infezione.

Secondo gli studi effettuati in Germania e Svizzera, ha un’efficacia dell’87%, comparabile al trattamento con antibiotico (streptomicina) che, però, è vietato per legge.

Oltre al trattamento con Blossom Protect New in fioritura, Joan Vila di Manica Cobre ha consigliato un trattamento rameico al bruno e dopo la raccolta e la combinazione di Bordoflow e Manytop in pre-fioritura.

Per conoscere tutti i dettagli di Blossom Protect New: scarica la scheda tecnica.

Guarda il video del webinar 

 

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